L’utilizzo delle armi nella difesa personale

 

Da anni è in atto un dibattito in Italia riguardante le armi, il loro utilizzo e la loro detenzione in caso di necessità.
A mio avviso, tralasciando gli aspetti normativi e legali in vigore, molti perdono di vista il punto della reale questione.
La capacità o meno di un individuo di sapersi difendere o di essere in grado di far fronte a delle minacce non risiede nell’oggetto che si porta al seguito o che pensa di poter utilizzare.
Le armi questo sono: oggetti. Non danno nesssun super potere e non aumentano le capacità di chi le porta.
Troppe persone pensano che se girassero armate per le strade sarebbero in grado di difendersi. E questo pensiero è tanto pericoloso quanto fuorviante.
Questa convinzione si denota spesso nei cosiddetti “toy soldier” o “soldatini giocattolo”. Per queste persone l’arma da fuoco assume il ruolo di un’estensione della loro mancante virilità.
Ci sono soggetti che proclamano a squarciagola di poter centrare qualunque malvivente in qualsiasi situazione con precisione estrema. Niente di più falso.
Le stesse persone, troppo spesso, non sono in grado di fare cento metri di corsa o non hanno idea di come si tira in pugno.
Questa non vuole essere un’invettiva contro gli appassionati di armi o di tutti coloro che praticano l’affascinante disciplina del tiro con armi da fuoco. Si vuole soltanto esprimere un concetto fondamentale.
La vera arma siamo noi stessi. L’allenamento e il carattere (formato anche questo con l’allenamento) ci danno quello che ci serve per reagire ad una situazione di pericolo.
L’arma, nelle mani di una persona non allenata, rimane un corpo morto (talvolta diventa anche perocoloso per chi la porta).
Non spara da sola e soprattutto non spara automaticamente sul mio bersaglio. Per fare queste cose, ci vuole allenamento appunto, non soltanto allenamento al poligono ma soprattutto allenamento nel combattimento corpo a corpo e allenamento fisico, cioè mettere il nostro corpo sotto stress.
Vediamo perché.
Come è risaputo, quando si viene attaccati si vive un forte stress. Tanto più sono abituato allo stress tanto più sarò in grado di reagire. Una persona che si esercita soltanto nel tiro, al poligono, non ha idea di che cosa sia lo stress di un’aggressione violenta ed efferata. E di sicuro non è in grado di contrastarla. Non importa quanto sia grande il suo pistolone o quanto sia cromato o lucido.
Anche se mi danno una monoposto, che può sfrecciare a 400 km/h, non sarò mai in grado di guidare una macchina di Formula Uno perché non mi sono mai allenato a farlo. E molto probabilmente non sarei neppure in grado di metterla in moto.
Detto ciò, ci sono diverse ragioni per cui non posso fare sempre totale ed esclusivo affidamento sull’arma scintillante che ho appena acquistato e che mi premuro di lustrare tutte le sere prima di andare a dormire.

Facciamo alcuni esempi:
– se sono già sotto attacco è troppo tardi per estrarre l’arma.
Realisticamente parlando, un’aggressione avviene spesso senza che ce ne accorgiamo. Tutti possiamo essere aggrediti di sorpresa e le cose possono degenerare in un decimo di secondo. In certi ambienti il passo tra un’occhiata di troppo e una coltellata è molto breve.
Tutti a parte uno. Un “””istruttore””” di difesa personale che alla domanda su come avesse reagito in una certa situazione lui rispose che non si farebbe cogliere di sorpresa da nessuno. MAI. Perché lui è sempre vigile e attento. Vedi sopra alla voce “soldatini giocattolo”.
Se qualcuno mi sta accoltellando, prima devo provare a fermare l’attacco e poi andrò ad estrarre l’arma.
– Altro esempio. In luoghi chiusi o in spazi molto ristretti utilizzare un’arma da fuoco può essere molto pericoloso per le persone che mi circondano.
– Altra situazione in cui non posso fare affidamento esclusivamente sull’arma da fuoco può verificarsi quando semplicemente non ho l’arma con me. Anche i più convinti e patiti di armi, in qualche momento della giornata, non hanno con se la loro arma.
In questa situazione, se vengo attaccato, posso fare solo affidamento su quello che so fare con le mie mani.
La vera arma, quindi, è colui che sta dietro l’arma da fuoco.
Siate l’arma di cui avrete bisogno!

Andrea Bonomo- Direttore ICCS ITALIA e Sharir Richman – Istruttore Capo e Fondatore ICCS