Il condizionamento

condizionamentoUno dei processi per essere un bersaglio difficile è il condizionamento progressivo del nostro corpo. Esso deve andare di pari passo con l’allenamento tecnico e con quello fisico.
In particolare, bisogna affilare quelle armi che la natura ci ha fornito: nocche, avambracci, gomiti, ginocchia e tibie.
Avere queste parti del corpo condizionate significa creare più danni e, soprattutto, sentire molto meno dolore.
Inoltre, il lavoro di condizionamento del corpo sviluppa quell’attitudine alla sopportazione del dolore e alla sofferenza tipica di ogni buon fighter.
Il segreto risiede nel colpire, con queste aree del corpo, superfici dure, non con potenza (altrimenti si rischia di rompersi qualcosa), ma con ritmo continuo e costante per un tot di tempo. In questa maniera si vanno a creare, col tempo, calli ossei che vanno a rinforzare queste parti del corpo rendendole più resistenti.
Inoltre, se il lavoro viene fatto in maniera costante nel tempo, si vanno ad “addormentare” i nervi che, in queste aree, trasmettono l’input di dolore al cervello.
Ovviamente non è una spiegazione medica, ma chi esegue questo tipo di allenamento specifico capisce di cosa si tratta.
Si tratta di far diventare il nostro corpo un’arma. E quell’arma deve essere affilata, perché forse un giorno, nostro malgrado, saremo costretti ad usarla.
Tutto può essere usato per condizionare le parti del corpo: muri di casa, pavimento, spigoli delle porte, alberi. Tutto ciò che non risponde in maniera elastica ai nostri colpi.
Il condizionamento va fatto con estrema cautela, perché come detto, è molto facile farsi male seriamente.
Siate l’arma di cui avrete bisogno!

Andrea Bonomo
Istruttore capo ICCS Italia