La rivoluzione del krav maga

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L’ICCS, fin dalla sua nascita, ha attuato una rivoluzione enorme nel mondo del krav maga e della “difesa personale”. Questo è avvenuto non tramite chi sa quale segreto nascosto, formula magica o visione trascendentale. Quello che è stato fatto è semplicemente prendere l’espressione ebraica “krav maga” e metterla in atto. Combattimento ravvicinato.
Purtroppo, in molti corsi di Krav maga, non si fa il krav maga. Insomma, si fa un po’ di tutto, ma non si combatte e non si insegna alle persone a combattere. Questo è uno dei motivi per cui se si parla di krav maga ad un praticante di pugilato, di mma o di muay thai (ambientiove si impara a combattere per davvero), per esempio, questo, giustamente, storce il naso.
Ciò ha reso il krav maga un qualcosa di ridicolo agli occhi di chi combatte per davvero.
La realtà è che nella maggior parte dei casi quello che si fa nei corsi di krav maga è solo della grande teoria, scollegata totalmente dalla realtà e da ciò che l’espressione ebraica vuole significare. Si possono fare tutte le foto in posa che si vuole, tutta le tecniche più disparate, scrivere “no pain no gain” a sfinimento che se non si impara a combattere sul serio ci si rende solo ridicoli. Alcuni istruttori insegnano disarmo di coltello, pistola e bazooka, ma non hanno la minima idea di come si tira un jab. Ci vuole conoscenza e la conoscenza deve essere pratica.
La rivoluzione dell’Iccs è stata proprio questa. Ogni tecnica, ogni colpo viene testato in allenamento al 100%. Contatto pieno e sotto stress. Insomma, si impara a combattere. Questo è l’unico modo per imparare a combattere e, quindi a far fronte ad una minaccia o ad una aggressione. Ricordo anora una volta che “krav maga” significa combattimento ravvicinato. Non significa fare finta, fare piano, fare balletti, fare coreografie. Significa combattere, colpire ed essere colpiti, stancarsi, sudare, sanguinare. Non è possibile uscire da un allenamento di krav maga più freschi di quando si è entrati. Allora è meglio andare a fare zumba, per lo meno si brucia un po’. Da quando l’iccs ha portato questa rivoluzione, molti, come è normale hanno pensato bene di copiare. Fanno le stesse cose che facevano prima, ma con le protezioni. Ovviamente non è questo il senso. Per imparare a combattere, bisogna combattere. Striking ( con solide basi), contatto pieno, sotto stress, preparazione fisica, grappling, lotta. In questa maniera ci si allena a combattere. Se non ho un buon gioco di gambe potrò far fronte a più aggressori? Ovviamente no.Se non so come colpire potrò far fronte ad un attacco di coltello? Ovviamente no.Se non ho una buona preparazione fisica, potrò far fronte ad una minaccia da pistola? Ovviamente no.Così come se faccio un corso di cucina, per imparare devo cucinare, così se faccio un corso di krav maga, per imparare devo combattere.Ovviamente ognuno ha i suoi tempi. Ma non posso passare anni e anni a fare solo teoria, teoria e teoria. Prima o poi devo capire significa combattere. Devo capirne le emozioni, sgombrarmi la testa da scene hollywoodiane, devo capire cosa funziona e cosa no.Certamente, per far questo non ci si può improvvisare istruttori, occorre avere delle buone basi. Questo è il motivo per cui ad oggi l’Iccs è ha il migior allenamento al combattimento. Non perché siamo più bravi degli altri, ma perché non facciamo finta.
We don’t talk about, we just do it hard.

Andrea Bonomo,
Responsabile nazionale Iccs italia